Corso Base Hands-On: “La Socket Shield Technique”

Corso Base Hands-On: “La Socket Shield Technique”

Abstract

Tali strutture, nel loro insieme, risultano particolarmente importanti in questo tipo di riabilitazione, in quanto la loro presenza garantisce un ottimo risultato estetico e funzionale, nonché una protezione dell’impianto nel lungo periodo da fenomeni di riassorbimento osseo marginale.

Tuttavia, nei casi post-estrattivi, o in siti alveolari già guariti, purtroppo si assiste quasi sempre a una fisiologica ma sostanziale perdita di volumi, a livello sia dei tessuti duri che di quelli molli. Ma cos’è che, in seguito a un’estrazione, induce la perdita del piatto osseo buccale, dei volumi gengivali e dei picchi ossei, e che noi tentiamo goffamente di compensare o limitare con procedure di socket preservation o socket augmentation?

È il bundle bone, ossia quel sottilissimo strato di osso vestibolare, definito osso di legamento, che è intimamente collegato al legamento parodontale dell’elemento dentario da estrarre. La perdita del dente induce la scomparsa del legamento parodontale, che a sua volta, come in un domino, determina la riduzione o la scomparsa del piatto osseo vestibolare e la contrazione delle strutture molli a questo collegate.

E cosa potremmo aspettarci se mantenessimo il legamento parodontale? Approcciando la questione con un punto di vista biologico, se il legamento parodontale e il bundle bone (ossia il tessuto osseo delicato sistema di volumi e spessori, il suo mantenimento potrebbe giocare un ruolo importante nella preservazione del buccal plate e di tutte le strutture a questo collegate: tessuti molli, picchi ossei, papille.

È questa la ratio della tecnica denominata “Socket Shield”.